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Inizia una nuova stagione da vivere insieme ai giovani

Settembre è il mese simbolo del nuovo inizio. In realtà nulla si è fermato, ma l’avvio della nuova stagione porta con sé un senso di ripresa, di ritorno alle belle giornate di sport trascorse insieme, offrendo a ragazzi, giovani e adulti la possibilità di svolgere attività sportiva in un contesto sereno, ben organizzato, protetto. Ecco l’ennesima nuova stagione della nostra storia, vicinissima ai 75 anni. Le nostre società sportive hanno riacceso i motori: molte sono partite e molte altre sono pronte a farlo. Sappiamo che moltissimi dirigenti hanno trascorso questi mesi di relativa calma per preparare il futuro: chi si è occupato delle piccole manutenzione degli impianti, chi ha dialogato con le famiglie, chi ha cercato disperatamente qualche sponsor di buon cuore. Poi è partita la macchina organizzativa: sono state accolte e ordinate le richieste di partecipazione di tanti bambine, ragazzi, giovani e adulti desiderosi di entrare in campo e fare sport. Gli adulti sono forse consapevoli di questo silenzioso lavoro di preparazione che grava sulle capaci spalle dei nostri dirigenti volontari, ma i ragazzi sicuramente no. Nei loro occhi ci sono soprattutto le immagini degli idoli dello sport da imitare, nel loro cuore c’è il desiderio di tornare a giocare, di stare ancora con gli amici, di cimentarsi nelle partite per mettere alla prova le proprie doti. Conosco bene le dinamiche delle società sportive del Csi e perciò voglio aprire la nuova stagione con un pubblico e sentito ringraziamento a questi laboriosi volontari, queste “api generose”, che curano l’alveare dove si svolge la vita sportiva di tanta parte della nostra comunità. Sono presidenti, allenatori, accompagnatori, semplici amici. Sono persone d’oro, sono il patrimonio della nostra Associazione e della nostra amata nazione. Ancora una volta non trascureremo nessuno; anzi, faremo tutto il possibile per essere vicini in particolare a chi è più fragile e alle realtà maggiormente in difficoltà. Ma una riflessione speciale la voglio dedicare al mondo giovanile. Da sempre il settore giovanile è il fiore all’occhiello e il centro dell’azione delle società del Csi. Ma ancora non basta. I giovani sono al centro dell’attenzione della Chiesa e il Sinodo che li riguarda direttamente ne è testimonianza. La Chiesa italiana sta dimostrando quanto a cuore abbia la sorte delle nuove generazioni. Ad agosto l’incontro del Papa con i giovani ha svelato la bellezza di un rapporto che è sempre più ricco di forza amorevole. Dobbiamo prendere esempio e saper essere guida e sostegno per i giovani, proponendo attività pensate per promuovere l’aggregazione e la solidarietà fra sportivi, proposte giovani per i giovani. Nel Csi ci sono tanti dirigenti capaci, ricchi di intelligente disponibilità e di sincera passione, per garantire che anche il prossimo anno l’attività sportiva sia ancora una volta di crescita tutti insieme, per un mondo migliore. Il nostro impegno deve essere al contempo frutto della riflessione e delle analisi approfondite, ma anche concreto, deve promuovere i valori della solidarietà e dell’amore reciproco, ma deve anche essere umile, così da sapersi mettere in ascolto dei giovani e delle persone fragili. “Nel primo Consiglio post–sinodale è stata fatta una bella discussione. Io ero presente. Ci vado sempre, ma non parlo. Per me importante è ascoltare davvero. È importante che io ascolti, ma lascio che siano loro a lavorare liberamente. In questo modo capisco come emergono le problematiche, quali sono le proposte e i nodi, e come si affrontano” Dobbiamo avere questo stesso atteggiamento che Papa Francesco, rispondendo a una domanda sul Sinodo dei giovani, ha usato per spiegare il “senso dell’ascolto”. Così anche i dirigenti delle nostre società hanno il compito di guidare, di assumersi la responsabilità delle scelte, ma anche di mettersi in ascolto. Attenzione però: non si tratta semplicemente di tendere l’orecchio, ma di aprire il cuore, perché l’ascolto dei giovani vuol dire avere uno sguardo affettuoso e amichevole, uno sguardo che permette di intuire, di capire cosa i giovani desiderano per andargli incontro, dimostrando che il loro mondo ci interessa, ci coinvolge e ci appassiona. Così il dirigente, l’allenatore, l’arbitro oggi può contribuire a costruire un ponte con i giovani che impegnati a fare sport e preparano il futuro nel modo migliore.

Vittorio Bosio - Presidente Nazionale CSI