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Riparte lo sport educativo

È stata una primavera/estate strana quella che abbiamo vissuto quest’anno. L’emergenza virus ci ha costretti, come associazione, a ragionare in maniera diversa rispetto al passato. Non l’abbiamo vissuta però come una limitazione ma come un’opportunità per arricchire la nostra proposta. In questi mesi infatti sono stati numerosi gli incontri in videoconferenza con le società sportive, gli allenatori, i dirigenti e gli atleti. Alla fine di questo lungo cammino è nata la proposta per la prossima stagione sportiva. Un cammino che ha avuto un grosso limite, quello di procedere a fari spenti non sapendo a settembre/ottobre cosa ci attenderà e, soprattutto, senza certezze su come riprendere l’attività sportiva. Non ci siamo comunque persi d’animo; i ragionamenti, le proposte anche i timori ci hanno aiutato a guardare con ottimismo al futuro della nostra associazione. Il consiglio di Comitato e le società sportive ce l’hanno messa tutta per far tornare sui campi, nelle palestre, sulle strade della Vallecamonica lo sport del CSI. Adesso non dipende da noi. Gli strumenti per ripartire sono pronti. Il primo riguarda l’aspetto economico; facile prevedere delle difficoltà per le società sportiva all’inizio della stagione sportiva; non ci saranno più alcuni sponsor che sostenevano le società sportive, gli iscritti potrebbero diminuire e l’emergenza comporterà spese aggiuntive per giocare in sicurezza. Per questo il CSI Vallecamonica ha deciso di mettere in campo risorse preziose per i gruppi sportivi. Si tratta di circa 50 mila euro che saranno utilizzati per azzerare le iscrizioni a tutti i campionati e concedere la possibilità ai gruppi sportivi di dilazionare i pagamenti. Nessuno deve restare indietro, questo è l’obbiettivo principale; i gruppi sportivi che hanno difficoltà possono rivolgersi al Comitato e una soluzione si troverà. Sul piano della sicurezza il CSI nazionale e regionale stanno lavorando per avere il più presto possibile dei protocolli ed avviare quindi i campionati. Non è impresa semplice ma già nei mesi estivi il CSI ha varato il progetto “Safe sport” avvalendosi di autorevoli collaborazioni medico/scientifiche, questo per far capire la serietà e l’impegno messi in campo dalla nostra Associazione. Abbiamo fissato per metà ottobre l’inizio dei campionati di calcio e pallavolo; può essere una data ottimistica ma siamo pronti anche ad un eventuale slittamento nell’ipotesi di un peggioramento della situazione sanitaria. Vogliamo ripartire in sicurezza come ci hanno chiesto le società sportive, ma vogliamo ripartire anche ritardando di qualche mese. Abbiamo detto delle opportunità che ci regala l’epidemia. Ce lo siamo ripetuto più volte, non sarà più come prima. In attesa di sapere come cambierà l’attività sportiva a mutare radicalmente sarà ad esempio la formazione. Lo strumento delle videoconferenze sarà, almeno nella prima fase, predominante. Gli allenatori saranno formati, con un intenso programma di incontri partendo da settembre, restando a casa. Cambieranno anche i rapporti con le società sportive che, ci è stato chiesto, di intensificare; la tecnologia ci consentirà di farlo riducendo spostamenti e con modalità più agili e tempestive. Il virus ci ha messo anche di fronte alla necessità di riprendere uno strumento per noi fondamentale che, in qualche misura, abbiamo messo in secondo piano negli anni scorsi, quello di essere promotori di sport, promotori di idee e progetti. Nei mesi estivi abbiamo messo in campo un progetto per i campi estivi ed i Grest, campo per il CSI Vallecamonica inesplorato nonostante le nostre esperienza trentennale nell’attività giovanile. Una proposta apprezzata che sicuramente riproporremo, magari in forma diversa, nella prossima estate quando, si spera, con ci sarà più l’emergenza e collaborare in queste esperienze sarà qualcosa di “normale” per il CSI camuno. L’ultimo e fondamentale insegnamento che ci ha regalato la pandemia e quello dell’unità, della collaborazione. Da questa situazione di emergenza si esce solamente lavorando insieme. Una collaborazione con tutti i livelli dell’associazione, le società sportive, le parrocchie, gli enti pubblici, le amministrazione comunali e, alla riapertura, con gli istituti scolastici. Una rete per far ripartire uno sport diverso, sempre più impegnato a promuovere valori educativi e integrato nella realtà sociale.