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Affidarsi al CSI per un'attività sicura e nelle regole

Luci ed ombre nelle iscrizioni ai campionati di calcio e pallavolo e dell’attività giovanile. Come avviene da alcuni anni delle categorie sorprendono per la loro crescita altre deludono per diminuzioni o, addirittura, crolli. Alla fine i numeri, con qualche piccolo aggiustamento al ribasso, confermano quelli della passata stagione. Su alcune situazioni si dovrà ragionare approfonditamente e proporre soluzioni che rendano stabili le iscrizioni o contribuiscano a mutare la tendenza al ribasso. Contro la natalità in diminuzione il CSI può fare ben poco ma può, ad esempio, allargare le fasce dì’età o incentivare il sostegno di piccoli gruppi sportivi evitando il fenomeno della concentrazione che porta a rose molto ampie e fa sparire squadre da alcuni paesi. Sono solo ipotesi a caldo, si dovrà ragionare con calma considerando che il 2020 è anno di elezioni del Consiglio di Comitato e di elaborazione del progetto per i prossimi quattro anni. C’è anche un piccolo segnale di una tendenza che non ci piace. Quella dei campionati fai da te. Il CSI Vallecamonica non vuole avere l’esclusiva sulla promozione dell’attività sportiva ma questa tendenza è pericolosa perché fuori dalla regole e quindi potenzialmente pericolosa per le società sportive. Alla nostra associazione da sempre viene mossa l’accusa di “intascare” i soldi delle iscrizioni ai diversi campionati. Veniamo accusati di una discrepanza tra quanto incassato e quanto restituito alle società sportive sotto forma di premiazioni o servizi. Innanzitutto la documentazione relativa ad entrate ed uscite è pubblica ed ogni società sportiva può verificarla, il bilancio è trasparente e approvato dai gruppi sportivi e i conti sono sorvegliati da un revisore dei conti esterno all’associazione. Questo per sgombrare il campo dalle speculazioni. La quota di iscrizione che viene versata per i campionati non serve solo a tenere in vita quello specifico settore sportivo. Vengono finanziati i rimborsi chilometrici (almeno quelli) dei volontari che gestiscono l’attività sportiva ogni settimana, l’affitto della sede, l’acquisto di materiale per far funzionare la segreteria, viene stipendiata una dipendente, sono pagati i servizi di assistenza sanitaria, acquistato materiale per l’attività sportiva, mantenuto in funzione un sito internet, acquistati mezzi informatici, pagato l’affitto della sede, eseguita la manutenzione della sede, affittati impianti sportivi e così via. E con i soldi della tessera? Una parte copre l’assicurazione (che quest’anno pur restando invariato il costo offre coperture maggiori) e una parte viene versata al CSI nazionale. Tutto qua. Naturalmente tutta fatto seguendo le leggi dello Stato. I campionati fai da te possono far risparmiare qualcosa alle società sportive ma non rispondono ad alcune semplici domande. Chi assicura gli atleti in caso di infortunio? Tutto è a posto dal punto di vista fiscale? In caso di magagne chi ne risponde sono gli organizzatori (o chi ospita gli eventi), questo si deve sapere. Sappiamo che i tornei notturni sono fonte d’entrata preziosa per alcuni gruppi sportivi ma anche in questo caso i Presidenti di società si rendono conto dei rischi che corrono? In una società dai mille cavilli e dalla denuncia facile vale proprio la pena non essere tutelai e rischiare delle querele? Il CSI Vallecamonica da 40 anni propone attività sul territorio e lo fa in maniera seria e trasparente. Se qualcosa non funziona se ne può parlare ma gettarsi in avventure rischiose non è la risposta adeguata.