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Allenatori, protagonisti di un progetto più grande

Bello incontrare vecchi amici che da alcuni anni non facevano visita al CSI Vallecamonica ma, soprattutto, importante trarre dall’incontro spunti di riflessione per il futuro della nostra proposta sportiva. Da quando ha passato il testimone come Assistente ecclesiastico Nazionale del CSI nel 2012 non ci sono più state occasioni per confrontarsi con don Claudio Paganini. Sacerdote immerso nel mondo sportivo bresciano e quindi capace di dare delle “dritte” interessanti su come vivere la proposta sportiva/educativa. L’incontro, inserito nell’ambito del percorso di formazione degli allenatori, ha innanzitutto ribadito il ruolo fondamentale del mister. Non esclusivamente dal punto di vista tecnico, anzi la tecnica passa in secondo piano rispetto alla funzione di “formatore”. L’allenatore deve essere capace di riconoscere e tirar fuori dai ragazzi e dalle ragazze i doni preziosi che hanno dentro di loro. Rendere partecipi gli atleti di un progetto più ampio che vede coinvolti anche i dirigenti, i genitori, la parrocchia, la scuola e tutte le altre agenzie educative. Perché l’obbiettivo è la crescita della persona più che il miglioramento dell’aspetto tecnico. Quest’anno il settore giovanile del CSI Vallecamonica ha accusato un calo generalizzato nel calcio e nella pallavolo, tranne alcune eccezioni. Balzano all’occhio però alcune rose “extra large”. Con un po’ di coraggio in più in alcuni casi c’era la possibilità di formare altre squadre. I costi da sostenere, non indifferenti per una piccola società sportiva, ma, soprattutto, la mancanza di allenatori per seguire la potenziale nuova formazione hanno pesato sulla decisione presa dalle società sportive. Questo di fatto esclude dall’attività sportiva ragazzi e ragazze che giocano poco (e quindi sono demotivati) oppure che avrebbero potuto avvicinarsi allo sport convinti dagli amici alla ricerca di compagni di squadra per rendere “stabile” l’esperienza. Non è facile donare del tempo agli altri, non è altrettanto semplice prendersi un impegno delicato come quello del mister. Sul secondo aspetto lavora con impegno da alcuni anni il CSI Vallecamonica proponendo corsi di formazione qualificati. Sono numerosi gli allenatori formati ma non basta. L’idea di don Claudio di impegnare i catechisti nell’attività sportiva è provocatoria ma ha un senso se inserita in quello che lui ha definito “il grande progetto educativo”. Se si opera insieme (gruppo sportivo, genitori, scuola, parrocchia) e lo si fa con obbiettivi comuni una parte di queste difficoltà possono essere superate. Il resto lo può fare il CSI camuno incrementando la formazione, incentivando la formazione di più squadre nello stesso gruppo sportivo pensando ad agevolazioni e regole mirate. Per aiutare lo sport giovanile il CSI Vallecamonica ha ideato il progetto dell’educazione motoria nelle scuole materne; purtroppo l’idea quest’anno non è decollata per mancanza di risorse economiche. Era un’iniziativa ambiziosa che poteva tornare utile alle società sportive. Per il momento non siamo riusciti a metterlo in moto, ci riproveremo.