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Anche nello sport non dobbiamo avere paura del nuovo

Scende un po’ la curva delle iscrizioni ai campionati polisportivi del CSI Vallecamonica; under 8, 10 e 12 non hanno brillato nelle adesioni ai tornei di minivolley, pallavolo e calcio colpa del calo demografico, della mancanza di allenatori e dirigenti per seguire le squadre, delle formule della nostra attività, su questo dovrà confrontarsi il CSI Vallecamonica nei prossimi mesi per dare risposte efficaci. Non cala invece l’interesse e l’entusiasmo delle società sportive per l’attività giovanile. Una sessantina di animatori hanno partecipato alla serata di presentazione dei tornei ospitata nella sala Mazzoli di Breno. Interesse per le formule ma non solo. Alcune domande tecniche sui regolamenti e curiosità per l’entrata in vigore della legge sui defibrillatori; i chiarimenti espressi nel corso della serata hanno dato modo ai dirigenti sportivi di affrontare con maggiore serenità l’imminente stagione sportiva. Si è parlato anche di contenuti con il tema associativo scelto per la stagione 2017/2018 raccontato nelle diverse sfaccettature. Don Battista Dassa ha scelto le parole di don Tonino Bello per dare un significato a questo termine. Una preghiera che può essere accostata alla nostra esperienza sportiva. “Lo sappiamo: è la paura del nuovo a renderci spesso inospitali nei confronti del Signore che viene. I cambiamenti ci danno fastidio. E siccome lui scombina sempre i nostri pensieri, mette in discussione i nostri programmi e manda in crisi le nostre certezze, ci nascondiamo come Adamo nell'Eden, ogni volta che sentiamo i suoi passi. Facci comprendere che Dio, se ci guasta i progetti, non ci rovina la festa; se disturba i nostri sonni, non ci toglie la pace. E una volta che l'avremo accolto nel cuore, anche il nostro corpo brillerà della sua luce. Santa Maria, donna accogliente, rendici capaci di gesti ospitali verso i fratelli. Sperimentiamo tempi difficili, in cui il pericolo di essere defraudati dalla cattiveria della gente ci fa vivere dietro porte blindate e sistemi di sicurezza. Non ci fidiamo più l'uno dell'altro. Vediamo agguati dappertutto. Il sospetto è diventato organico nei rapporti con il prossimo. Il terrore di essere ingannati ha preso il sopravvento sugli istinti di solidarietà che pure ci portiamo dentro. E il cuore se ne va a pezzi, dietro i cancelli dei nostri recinti. Disperdi, ti preghiamo, le nostre diffidenze. Facci uscire dalla trincea degli egoismi corporativi. Sfascia le cinture delle leghe. Allenta le nostre ermetiche chiusure nei confronti di chi è diverso da noi. Abbatti le nostre frontiere. Quelle culturali, prima di quelle geografiche. Queste ultime cedono ormai sotto l'urto dei popoli "altri", ma le prime restano tenacemente impermeabili. Visto allora che siamo costretti ad accogliere stranieri nel corpo della nostra terra, aiutaci ad accoglierli anche nel cuore della nostra civiltà.” La richiesta del CSI alle società è proprio quella di uscire dai recinti del sospetto, dell’egoismo per aprirsi ad uno sport più accogliente nei confronti degli avversari, degli arbitri e delle regole anche se usciamo da una sconfitta, se determinati paletti del regolamento non ci piacciono. Anche questi piccoli gesti diventano un segno di “civiltà sportiva” e non solo. Buon campionato a tutti