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Attività sportiva e formazione discusse dal Consiglio regionale CSI

Due giorni tra formazione e programmazione per il CSI Lombardia che si è riunito a Brescia nello scorso fine settimana. Della parte formativa sono stati protagonisti gli arbitri di calcio e pallavolo, i giudici di atletica e i responsabili della giustizia sportiva nel consueto stage in preparazione delle fasi regionali e nazionali delle attività sportive promosse dal CSI. Nel gruppo di direttori di gara presenti all’incontro di Brescia anche sette arbitri del CSI Vallecamonica. In contemporanea si è svolto il consiglio regionale allargato ai responsabili dell’attività sportiva e della formazione dei comitati provinciali. Presente all’incontro il Presidente Nazionale Vittorio Bosio che, in apertura del Consiglio regionale, ha consegnato a Gino Mattioli il Discobolo d’oro al merito conferito dal CSI lombardo. L’attuale revisore dei conti del CSI Milano è impegnato da cinquant’anni all’interno dell’associazioni prima come atleta, allenatore e dirigente i diversi ruoli associativi mettendosi sempre a disposizione degli altri. È uno degli “uomini delle transenne”, definizione creata da Vittorio Bosio per individuare i tantissimi personaggi dell’associazione che nel silenzio e nell’anonimato operano con grande impegno al servizio degli altri. “Purtroppo - ha sottolineato il Presidenta Nazionale – queste persone che sanno cos’è il volontariato stanno sparendo. Non siamo stati capaci di trasmettere i valori del volontariato e la società sarà molto più povera senza di loro.” Tra le comunicazioni del Presidente Regionale Paolo Fasani l’avvenuto incontro con l’Assessore regionale allo sport che si è scusato per l’errore che ha escluso gli enti di Promozione sportiva dal bando per il finanziamento dell’attività sportiva; il prossimo bando regionale nel mese di marzo 2017 comprenderà anche gli Enti. Ad introdurre il confronto tra i comitati provinciali e i responsabili nazionali dell’attività sportiva e della formazione CSI è stata la relazione di Beppe Basso, a capo della settore formazione nazionale. Ai partecipanti sono state illustrate le novità organizzative del settore che ha accorpato la formazione di arbitri e tecnici all’attività sportiva separata quindi dalla formazione dei dirigenti. Il relatore ha fissato gli obiettivi della formazione CSI improntata sulla qualità della proposta, la collaborazione tra i diversi livelli dell’associazione, la programmazione, un modello educativo condiviso e la possibilità di vivere momenti insieme al di fuori dell’attività sportiva il cosiddetto “terzo tempo”. Come si realizzano questi obiettivi attraverso la valorizzazione delle società sportive meritevoli, cioè più coinvolte nell’associazione, con servizi diversificati a seconda delle esigenze dei comitati provinciali, sostenendo l’attività dei comitati e creando una rete nazionale dei formatori. Nell’anno dedicato allo sport giovanile il Csi deve impegnarsi ad organizzare bene l’attività sportiva dei ragazzi e per farlo bisogna investire negli educatori sportivi. Diventa quindi importante per Beppe Basso la certificazione formativa di tutti gli allenatori che si occupano dello sport giovanile. Servono motivazioni ai comitati provinciali per collaborare e certificare i corsi di formazione e su questo aspetto dovrà lavorare la struttura nazionale. L’intervento del Presidente Nazionale Vittorio Bosio non ha nascosto alcune situazioni complicate vissute in questo periodo dall’associazione a partire dalla circolare del Coni che ha codificato le attività sportive riconosciute dall’ente sportivo. L’esclusione ad esempio del calcio a sette giocatori porta alla cancellazione automatica dal registro nazionale delle A.S.D. dal prossimo mese di marzo delle società del CSI che svolgono esclusivamente questa disciplina sportiva e altre complicazioni. Si sta lavorando per porre rimedio a questa situazione ma è una mediazione difficile. Come non è del tutto sereno il clima all’interno dell’associazione con alcune fibrillazioni e mancate condivisioni che preoccupano il Presidente Nazionale. Sull’attività sportiva i comitati lombardi hanno chiesto un allineamento tra i vari livelli dell’associazione in particolare su tempi e regolamenti per permettere una programmazione certa e non soggetta a cambiamenti nel corso della stagione. L’anticipo nella predisposizione di regolamenti e calendari da parte del Consiglio Nazionale dovrebbe da quest’anno evitare i disagi manifestati da alcuni comitati. Altro punto dolente sono le convenzioni con le federazioni, problema che si spera venga risolto una volta effettuati, all’interno dei diversi settori sportivi, tutti i rinnovi delle cariche.