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Caro sport italiano, è dalle radici che si rafforza un albero

Mi piace pensare che a Natale ci si conceda una pausa e ci sia spazio per riflettere sul senso del nostro impegno nel Csi. Mi piace pensare che si riesca ad essere “tutti un po’ più buoni” e che sia possibile, almeno nel Csi, fare in modo che il Natale abbia la forza di contaminare tutti gli altri giorni dell’anno. Non si tratta di essere buoni perché è tradizione o per avere la coscienza a posto, ma perché crediamo che sia il modo migliore di vivere insieme il tratto più o meno lungo, ma pur sempre “a tempo determinato”, della nostra esperienza umana. Penso con gratitudine, in questi giorni, ai tanti dirigenti che continuano a servire l’ideale dell’attività sportiva per tutti, voluta dal Csi già 75 anni fa. Nel ringraziarli auguro loro non solo di vivere bene questo periodo ma di avere finalmente il tempo di stare un po’ con le persone care e che magari hanno spesso, durante l’anno, trascurato per accudire al loro servizio. Difficilmente tutti coloro che si donano agli ideali dell’Associazione ricevono in cambio qualche grazie sincero, anche se questo non li condiziona. Sanno, questi dirigenti, questi arbitri, questi amici del Csi ad ogni livello, che il bene da loro fatto si spande come un balsamo sulle ferite della società in cui viviamo. Noi dobbiamo esserci sempre, specie in questi giorni, quando tutto attorno a noi parla di festa, di regali, di calore familiare, di gioia di stare insieme. Ricordiamoci di chi è escluso da tutto ciò e non facciamoci ingannare dall’ esteriorità. Il Csi è ricco della presenza di allenatori, dirigenti, sostenitori, capaci di percepire queste situazioni e di portare solidarietà anche là dove gli interventi istituzionali, della carità cristiana e delle Associazioni di volontariato non riescono ad arrivare. Già in altre occasioni, ho spesso manifestato la preoccupazione per le normative statali sullo sport. In questi tempi sono preoccupato più che mai, perché non vedo all’orizzonte un progetto di valorizzazione e sostegno di chi opera al livello base. Siamo inconsapevolmente dominati da una concezione di sport come cura della prestazione sportiva. Abbiamo gli occhi rivolti alla Serie A, alle Olimpiadi, ai diversi campionati delle tante discipline in cui siamo diventati sempre più competitivi. Lo Stato cerca di attrezzarsi per sostenere lo sport, ma non si è ancora accorto che per fare bene le cose occorre saper guardare anche, e forse soprattutto, al mondo sportivo che non fa clamore, non ha “likes” sui social e non conquista titoli sui giornali o spazi sui Tg. Si stanno approvando norme che finiranno per sostenere lo sport a livello territoriale ma dimenticando quella parte che non ha forza comunicativa, come per esempio le tante società sportive meno strutturate che sono accolte nelle parrocchie, e negli oratori. Capisco che non è facile abbassare lo sguardo a questo livello, ma sono assolutamente convinto che è, partendo dalle radici, che si rafforza un albero dal quale ci si aspetta frutti importanti. Attorno a noi operano tante persone di buona volontà. Voglio sperare che il Natale porti serenità e gioia in tutte le case e che il prossimo anno dia forza e spazio ai dirigenti migliori, anche a livello politico, affinché si trovi il modo di sostenere chi lo sport lo propone, lo organizza e lo gestisce non tanto con il portafoglio quanto con il cuore. C’è tanto bisogno di amore per far migliorare questo nostro meraviglioso Paese, e il Csi, che tanto ha fatto finora, può ancora dare molto. Buon Natale, buona conclusione del 2019, buon inizio del 2020.

Vittorio Bosio - Presidente Nazionale CSI