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Chi non fatica è perduto

Ogni anno quando a giugno si riunisce il Consiglio di Comitato per mettere nero su bianco il programma della prossima stagione sono tante le idee che nascono dalla discussione. Alcune si realizzano nel corso dell’anno, altre restano sulla carta. Un po’ di nostre difficoltà, qualche distrazione o dimenticanza, i tempi che non sono ancora maturi, le persone che mancano per essere messe in pratica. Però non rinunciamo alla nostra “vocazione” di promuovere la nostra proposta sportiva ed educativa sul territorio. Non ci poniamo limiti perché, come ci ha ricordato un relatore durante una serata di formazione, questi come le paure spesso sono delle illusioni. È il marchio di fabbrica del CSI Vallecamonica in questi quarant’anni di presenza sul territorio. Una storia che ha camminato grazie alle gambe di centinaia di volontari. Nelle società sportive grazie all’impegno di Presidenti, consiglieri, allenatori, dirigenti,semplici collaboratori e naturalmente gli atleti e le atlete. Sui campi e nelle palestre grazie agli arbitri che permettono il regolare svolgimento delle attività sportive. Grazie agli amici, pubblici e privati, che credono nel CSI Vallecamonica e in quello che propone e lo sostengono non solo economicamente. Poi ci sono i collaboratori, le persone che nell’ombra fanno funzionare la macchina CSI. Sono loro a mettere in pratica quanto scritto nei regolamenti e sul programma di attività. Sono loro che a contatto diretto con le società sportive raccolgono critiche, lamentele e sbrogliano situazioni complicate. La storia del CSI camuno è fatta da questi volti puntuali ogni lunedì in sede per gran parte dell’anno. Impegnati a inserire con pazienza dati, organizzare manifestazioni, designare gli arbitri, incontrare atleti e dirigenti. Persone che poi non si risparmiano nemmeno nella loro società sportiva ma che trovano il tempo di mettersi a disposizione degli altri per il CSI. Spesso siamo incapaci di esprimere a pieno il nostro grazie per quanto fanno. E le società sportive non comprendono quanto siano preziosi. Al termine dei festeggiamenti per i quarant’anni del Comitato CSI di Vallecamonica il mio pensiero va a queste persone che non finiremo mai di ringraziare. A loro rivolgo le parole contenute in una lettera scritta da una maestra ai propri alunni il giorno del suo pensionamento. “Pensare costa fatica, scegliere costa fatica, giudicare costa fatica. Faticare è dunque, anche nell'era tecnologica, la “condanna” che tocca all’ homo sapiens: chi non fatica è perduto. Considerate un buon progetto quello di realizzare sogni e desideri; con un po’ di buona volontà e di fortuna ci si riesce.”
Grazie e Buon Natale.