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Dopo lo Statuto ecco i regolamenti delle assemblee elettive

In questi tempi di incertezza normativa c’è chi pensa che sia prudente aspettare che le leggi siano scritte e completate. Sono invece convinto del contrario. Il Csi si interessa sia di ciò che sta avvenendo in seno al Coni, sia delle nuove regole del Terzo Settore. In ambo i casi il dibattito in corso non consente di avere sicurezze, né sui doveri né sui diritti. Ciò ha permesso, al nostro interno, ad alcuni di dubitare sulla validità della tempestiva modifica dello Statuto che il Csi ha attuato due anni fa, sostenendo che sia stata prematura e che sarebbe stato prudente aspettare. Su questo mi permetto di dissentire fermamente. Al giorno d’oggi non è assolutamente prudente aspettare perché si rischia di scoprirsi improvvisamente “vecchi” nella struttura e nell’articolazione. E magari poi, quando è il momento di chiedere i riconoscimenti per poter rivestire un ruolo nella società civile, di trovarsi chiuse le porte in faccia. Più saggio, a mio avviso, darsi da fare per tempo e mantenere Statuto e regolamento del Csi in regola con quanto Stato, regioni, enti pubblici e Coni richiedono. Sicuramente questo ha un prezzo: quello di trovarsi a modificare, magari più di una volta, le regole stabilite anche solo l’anno precedente. Quali le alternative? Nessuna. Star fermi, ripeto, sarebbe stato peggio. Scongiurato il pericolo dell’inerzia ora si levano voci di eccessiva velocità, come se la situazione di incertezza del nostro orizzonte, inteso come ambito operativo degli enti di promozione, non fosse chiara e sotto gli occhi di tutti. Si naviga a vista, ma una strada bisogna pur cominciare a percorrerla. In seguito a quanto fatto nel recente passato siamo oggi in grado di approvare i regolamenti elettorali con cui i dirigenti potranno mettersi in gioco e costituire i nuovi organismi direttivi a tutti i livelli: territoriale, regionale, fino al nazionale. Sabato 22 febbraio il consiglio nazionale del Csi si riunirà proprio approvarli. Questi regolamenti tracciano tempi e modalità delle elezioni dei presidenti e dei consigli in conformità con l’attuale Statuto del Csi, che probabilmente necessiterà di ulteriori modifiche. Mi preme sottolineare che i regolamenti elettorali sono stati scritti con una visione di insieme, perciò devono essere letti e applicati con uno sguardo rivolto al conseguimento del bene complessivo dell’Associazione e delle sue finalità. È un errore pensare che queste regole possano soddisfare i singoli interessi o che possano essere funzionali alle aspettative dei singoli territori. Per essere protagonisti della storia associativa bisogna mettersi in gioco e fare la propria parte. Vale sempre ma ancor più in questi momenti di svolta e di orientamento sociale. Occorre sacrificarsi, partecipare alle riunioni, contribuire con idee e progettualità. E infine bisogna anche sapersi adeguare, correttamente e serenamente, a quanto decide la maggioranza degli aventi diritto. Questa è la democrazia, che non è fatta solo di diritti ma che parte proprio dall’esercizio dei propri doveri. Avevamo problemi statutari da affrontare e li abbiamo affrontati. Chi si è dato da fare ha prodotto dei risultati; chi si è comodamente tenuto finora in una posizione di osservazione può anche esentarsi dal fare critiche o mugugni. Sono atteggiamenti che non portano da nessuna parte e che, soprattutto, non fanno il bene dell’Associazione.
Vittorio Bosio