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Il CSI chiede aiuto alle società per gli arbitri del volley

Arrivano le fasi decisive per l’assegnazione dei titoli nelle diverse categorie di pallavolo e calcio. Momenti delicati per gli arbitri chiamati a dirigere confronti che valgono il passaggio del turno o la consegna dello scudetto. È adesso che si misura il rispetto dei giocatori verso gli arbitri. Nella prima parte della stagione non ci sono stati clamorose situazioni di contestazione ai direttori di gara; pur con numerose sanzioni disciplinari il tutto è rimasto entro confini accettabili. Da adesso in avanti diventa più facile la contestazione. Mi è capitato in questi giorni di assistere ad un incontro ad eliminazione diretta. Un giocatore squalificato da bordo campo ha apostrofato in maniera poco educata arbitro e guardalinee. Con la solita conclusione, rivolta al designatore, sugli arbitri del CSI e sulle loro competenze. Abbiamo avuto in Vallecamonica quest’anno una clamorosa situazione di scarsa conoscenza del regolamento anche ad un livello più alto del nostro che ha portato, fatto abbastanza raro, alla ripetizione della partita. La pressione, una giornata storta, a volte la paura possono portare l’arbitro a decisioni sbagliate. Tutto però deve finire lì; non è per un errore che il rispetto delle persone deve finire sotto i tacchetti. L’arbitro, lo diciamo ogni volta, è una figura fondamentale se si vuole vivere la propria passione sportiva; senza arbitro le partite in molti casi non si possono disputare. Non meravigliamoci quindi se manca il travolgente desiderio di diventare un direttore di gara. Chi ce lo fa fare di litigare con i giocatori, subire insulti, essere aggrediti verbalmente e alcune volte anche fisicamente. Eppure quest’anno il CSI Vallecamonica ha organizzato due corsi arbitri, già formato quattro nuovi direttori di gara mentre due stanno completando il cammino di formazione. Altri due arbitri sono tornati ad indossare la divisa del CSI permettendo così al nostro Comitato di rimpolpare il gruppo e coprire con margine tutte le partite in calendario. Vuol dire che c’è qualcuno che ha ancora la voglia, nonostante le difficoltà, di mettersi al servizio degli altri. Discorso diverso invece per la pallavolo dove le pressioni sono minori ma evidentemente la voglia di giocare o di allenare prevale su quella della dare una mano ad arbitrare. Molti gli incontri in calendario spostati per la riuscire a mandare l’arbitro ufficiale, troppe anche le partite affidate agli arbitri di società. Ma i numeri sono impietosi, il gruppo continua a diminuire e alcune disponibilità sono venute meno o calate rispetto alle passate stagioni. Per risolvere il problema il CSI chiederà alle società sportive di proporre delle soluzioni e, soprattutto, di collaborare. Dall’assemblea delle società sportive, ad esempio, è venuta la proposta di alternare i campionati in modo tale di avere meno partite da arbitrare ogni fine settimana. Questa è un’idea altre ne emergeranno. Diventa importante il confronto a fine stagione per la programmazione del prossimo anno. Appuntamento spesso snobbato dai responsabili delle squadre ma di fronte a questa emergenza serve la collaborazione di tutti.

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