Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Il rispetto alla base della comunità associativa del CSI

Mi è capitato in questi giorni di leggere una riflessione sul rispetto. Una valore che riteniamo importante all’interno della nostra vita associativa. Rispetto delle persone, delle cose, delle regole e dei ruoli. È una riflessione che capita nella settimana dove non viene pubblicato il comunicato di un settore sportivo. Una forma di “protesta” della commissione per la mancanza di rispetto dei ruoli e, soprattutto, del responsabile di settore. Presa di posizione che potrebbe portare, ci auguriamo di no, alle dimissioni del responsabile. Vogliamo quindi ricordare alcune semplici regole per vivere un’esperienza sportiva non banale. Mancanza di rispetto significa mancanza di riconoscimento: l’altro non viene visto come essere umano pieno e diventa quasi invisibile. “Quando in una organizzazione il riconoscimento viene accordato solo a poche persone e circola solo tra poche persone si crea una carenza di rispetto, come se fosse una sostanza troppo preziosa per essere distribuita a tutti. Ma il rispetto, a differenza del cibo, non costa nulla. E non solo è gratuito, ma è anche capace di generare valore.” Abbiamo più volte sostenuto quanto il dare agli altri sia un gesto bellissimo che permette di ottenere rispetto. I volontari che si mettono a disposizione del CSI per qualsiasi ruolo hanno questa motivazione profonda, dare qualcosa agli altri. Permettere lo svolgimento delle partite, assistere le società sportive, consentire di vivere al meglio la propria passione sportiva. Il dare deve produrre uno scambio che contribuisce a vivere nel modo migliore lo spirito di comunità della nostra associazione. “La reciprocità sta a fondamento del mutuo rispetto.” Se si pretende solo di avere e quello che si restituisce sono solo insulti, contestazioni, lamentele la comunità non cresce, il CSI non cresce. Voglio risparmiarvi la solita predica sulla diversità del CSI ma non posso sottolineare una volta di più che la nostra associazione è l’insieme delle società sportive, siete voi. Non si può pretendere che il CSI diventi una macchina dispensatrice di servizi e basta. Siamo fatti di persone disponibili a donare il loro impegno per gli altri, per chi vuole vivere la propria passione sportiva. Ed è per questo che meritano rispetto per quello che fanno, altrimenti non siamo il CSI.