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Il rispetto della persona passa anche da buoni stili di vita

Chi segue da qualche anno il CSI si è sentito ripetere più volte due dei capisaldi della nostra proposta: educazione e persona al centro dell’attività. Questi principi vengono poi declinati in diversi modi nell’attività sportiva proposta sul territorio. L’attenzione sulla persona è nel nostro DNA e cerchiamo di metterla in atto in tutti i modi possibili. Anche l’aspetto della salute e del benessere è quindi importante; fare sport non vuol dire automaticamente fare del bene al proprio corpo. L’uso di sostanze per aiutarsi nella pratica sportiva è uno degli errori che si possono commettere. Anche un’alimentazione sbagliata non permette di completare l’intervento dello sport sul nostro benessere fisico. Da alcuni anni l’ATS della montagna ha istituito, all’interno del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, l’area che si occupa della Promozione della Salute e degli Stili di Vita. La responsabile, Dottoressa Stefania Bellesi, con il suo staff ha promosso alcune interessanti iniziative coinvolgendo le agenzie educative che operano in Vallecamonica. Il CSI si è accorto un po’ in ritardo di questa preziosa opera di promozione che pone al centro la persona ed ha gli stessi identici obbiettivi della nostra attività. Dall’anno scorso è iniziato il dialogo e la collaborazione. Per adesso in maniera semplice partecipando alle iniziative promosse dall’AST e facendole diventare parti integranti dei nostri corsi di formazione degli allenatori. La prossima è in programma giovedì 5 dicembre nel Centro Congressi di Boario e parla di “Gioco pulito”, di un’attività sportiva sana non solo come valori. Ma con la Dottoressa Bellesi il CSI ha iniziato a progettare iniziative più complesse e coinvolgenti per la nostra associazione. Si è parlato della pausa attiva durante l’orario scolastico mettendo insieme quindi anche il mondo della scuola. Semplici esercizi da svolgere in classe tra una lezione e quella successiva per mantenere attivo lo studente. Lo stile di vita sana si concretizza con una sana alimentazione, perché quindi non proporre alle società sportive le “merende responsabili” dove si ragiona sull’alimentazione corretta per gli atleti soprattutto tra i più giovani. E per la terza età? I gruppi di cammino possono essere un punto di incontro e di partenza della collaborazione tra il CSI, l’ATS e le Amministrazioni Comunali. Tante idee che devono essere approfondite ma che hanno tutte la stessa caratteristica: la valorizzazione della persona e il mettere in rete, su questo obbiettivo, le agenzie educative che operano sul territorio. Ci sarà modo di parlare ancora di questi temi, di approfondirli e, soprattutto, di metterli in pratica. Adesso gli allenatori del CSI camuno devo segnarsi in agenda il convegno del prossimo 5 dicembre a Boario Terme quando si parlerà della gestione delle aspettative di un giovane sportivo.