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Il sorriso alla sconfitta non ha mai fatto male

Di solito facciamo le fotografie alle squadre prima degli incontri sportivi. Nella stragrande maggioranza dei soggetti inquadrati sui volti c’è il sorriso. Capita raramente di scattare la foto alla fine delle partite perché siamo in ritardo o perché manca qualche atleta all’appello iniziale dell’arbitro. È successo recentemente e tre quarti dei ragazzi apparivano imbronciati nell’immagine, gli altri compagni di squadra invece sorridevano all’obbiettivo. La squadra aveva subito una sconfitta. Sono le due facce della stessa medaglia. Chi sorride è felice per aver trascorso un paio d’ore con gli amici praticando la propria passione sportiva, questo basta già per rendere positivo il pomeriggio trascorso insieme. Gli altri sono arrabbiati per aver perso la partita, non l’unica del campionato che non sta andando benissimo. Ma è un’arrabbiatura “positiva”. Non ce l’hanno con l’arbitro o con gli avversari, con l’allenatore o con la fortuna. La partita è stata corretta, alla fine strette di mano agli avversari e all’arbitro. Semplicemente ci tenevano a vincere, come gli altri compagni di squadra, e la sconfitta ha lasciato l’amaro in bocca. Anche nel CSI si gioca per vincere, non è una novità o una sorpresa. Dagli Under 8 fino alle squadre dei campionati open ogni impegno agonistico è vissuto dagli atleti con la speranza di cogliere la vittoria, di tagliare per primo il traguardo. Viviamo un'epoca in cui la vittoria sembra essere l'unico metro per misurare il successo o l'insuccesso di una persona o di una squadra. Occorre primeggiare, sempre in ogni campo, soprattutto in campo sportivo. Si è un po’ persa quindi la cultura della sconfitta. L’ha ricordato in maniera semplice ma efficace durante la cerimonia della consegna dei Collari d’oro del CONI Federico Morlacchi, atleta paralimpico plurimedagliato. «In questa sala ad accomunarci tutti, non sono le vittorie, ma le sconfitte. Oggi manca la cultura della sconfitta, bisogna ritrovarla, fa bene a tutti». Saper perdere significa accettare di non essere ancora in forma, accettare che gli avversari sono migliori di noi, accettare di aver commesso errori durante la gara. Bisogna essere soddisfatti di averci provato a vincere e dalla sconfitta imparare la lezione, non arrendersi, prepararsi ancora meglio al prossimo incontro. Accogliamo quindi con un sorriso anche la mancata vittoria pensando che abbiamo dato il meglio di noi stessi. La prossima volta andrà sicuramente meglio.