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Il tatuaggio di Messori è un calcio ai pregiudizi

Nei giorni scorsi navigando su Facebook sono rimasto colpito da un post di Lorenzo Guzzetti che voglio condividere perché ha molto da insegnare ad ognuno di noi.
«Oggi pomeriggio a Beverate ho giocato una partita con gli amici della Penya Lombarda. Antimo è sempre un vulcano di idee ed è impossibile dirgli di no. Qualche giorno fa su Whatsapp ci aveva annunciato la presenza di Francesco Messori, capitano della Nazionale Italiana Calcio Amputati del Centro Sportivo Italiano. La prima cosa che ho pensato è stata: “Ma che cosa ti viene in mente Antimo?” La seconda: “Sarà la solita partitella fatta così tanto per divertirsi”. Entro negli spogliatoi e mi presentano Francesco. Lo vedo e penso: “Ma come fa a giocare a calcio senza una gamba e con le stampelle? Boh! Inizia la partita.
Parto dalla panchina, e sono curioso di vedere come gioca Francesco. Comincio, però, ad immaginare che la nostra squadra sarà “costretta” a passargli la palla, adeguandosi ai suoi tempi. Che dovremo andarci piano con i contrasti perché lui ha solo una gamba.
Che magari lo aiuteremo ad alzarsi nel caso dovesse inciampare e cadere a terra. Ben presto, però, guardandolo giocare tutti i miei pregiudizi cadono via. Disabile Francesco? È il migliore in campo!
Gran tocco di palla. Non si ferma un attimo, dribbla e non rinuncia nemmeno ai contrasti. Finalmente arriva il mio momento e il mister decide di mandarmi in campo. Ad un certo punto mi arriva il pallone, vedo il movimento di Francesco che taglia la difesa, gli passo la palla e lui batte il portiere! Gol! Non credevo ai miei occhi ed ho pensato: “Ha segnato davvero?”. Mi si avvicina, mi batte il cinque e mi ringrazia: “Bel passaggio!”. Lui ringrazia me?
Francesco è un grande. Un grande esempio. Un esempio per me innanzitutto che con tanti pregiudizi, prima di conoscerlo e vederlo giocare, avevo pensato “è un disabile, dove crede di andare?”
Un esempio per tutti di tenacia e forza d’animo. Un esempio per la nostra società che ci ha inculcato il culto della perfezione che porta oggi molti genitori e molte famiglie a dilaniarsi per colpa della disabilità.
Ma quale perfezione? È un esempio per i disabili e per tutti: Francesco ha un talento e lo ha messo a frutto facendolo diventare divertimento, passione.
Altro che Isee più favorevoli, diritti, pretese. La forza di Francesco credo stia nel suo tatuaggio che riassume perfettamente quello che anche molti diversamente abili e famiglie dovrebbero imparare: “è solo una gamba in meno”. Grande Francesco!
Grazie della enorme lezione di vita che mi hai dato oggi. Grazie Antimo e agli amici della Penya di avermi regalato questo pomeriggio».