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Il valore aggiunto di chi è al servizio della crescita associativa

Un vero e proprio battaglione di formatori quello dei tecnici abilitati che andranno a formare, ridistribuendosi su tutto il territorio nazionale, gli arbitri di calcio, pallavolo, pallacanestro e i giudici sportivi. È l’essenza di un impegno che il Csi si è assunto di fronte alle migliaia di società sportive e 1.300.000 tesserati in Italia. La partita è da qualificazione e non possiamo perderla. La formazione è oggi la base non professionalizzante ma valorizzante di chi si mette al servizio della crescita associativa. Non è il caso di avviare nostalgici amarcord di un tempo andato per dare un senso alla storia del Csi con questi nuovi percorsi. Tutti sappiamo che c’è bisogno di arbitri e di direttori di gara. È un bisogno fondamentale non tanto perché la regolarità delle gare, dei campionati, delle manifestazioni sportive di ogni genere è determinata dalla capacità di chi ha un fischietto, o una paletta o bandierina, ma perché qui siamo arrivati grazie a un lungo cammino intrapreso più di settanta anni fa, quando ancora i pali delle porte erano parallelepipedi, spigolosi e le biciclette da corsa avevano quei bellissimi manubri alla Girardengo che richiamavano i baffi del re Vittorio Emanuele II. Il tempo che è passato da allora non è passato invano perché l’Associazione ha fatto tanta strada, è cresciuta, ha migliorato la propria capacità di servire. Qui sta il punto: migliorare il servizio reso a bambini, ragazzi, giovani e adulti che si affidano al Csi per la gestione dell’attività sportiva. Un tempo dovevamo per forza adattarci a mezzi risicati perché eravamo poveri, spesso denutriti e poco scolarizzati. È la nostra storia, della quale siamo enormemente orgogliosi. Era il tempo in cui chi aveva un pallone personale era ricco, tanto da permettersi magari di decidere le sorti di una partita. Andavamo tutti in bicicletta ma la bici da corsa era un lusso e il cambio si fermava spesso alle tre corone sulla ruota posteriore. Lo sport era per lo più spontaneità e tanta allegria. Oggi lo sport è assai diverso, a volte è molto di più: permette a ciascuno di esprimere talento e personalità, è un formidabile mezzo di socializzazione, è luogo di attenzione della politica illuminata, con tante parrocchie e tanti Comuni che scavano nei fondi di bilancio pur di dare la possibilità di fare sport a tanti ragazzi. Oggi però come Csi siamo chiamati ad essere al passo con i tempi, interpreti delle mutate e rinnovate esigenze delle comunità. Per questo abbiamo deciso di “professionalizzare”, senza perdere il valore del servizio, la nostra proposta sportiva attraverso la preparazione di persone che formeranno arbitri e giudici sportivi su tutto il territorio. Per questo abbiamo chiamato a raccolta le migliori energie culturali e sportive. Non vogliamo usare la psicologia o le tecniche di miglioramento sportivo per ottenere più vittorie. Vogliamo usare tutte le risorse possibili per svolgere al meglio il nostro compito educativo.

Vittorio Bosio