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L'importante è partecipare? Sì, ma non solo

“L’importante è partecipare?”, questa la domanda che ha posto il Dottor Matteo Vagli ai partecipanti al convegno “Gioco pulito, io valgo!” organizzato dall’ATS della montagna nell’ambito dei giovedì del benessere, iniziativa dell’Amministrazione comunale di Darfo. Lo psicologo dello sport, ed esperto della Scuola Regionale lombarda del CONI, ha parlato di doping passando dalle aspettative del giovane sportivo. Non quindi una lezione sulle classificazioni e gli effetti negativi del doping ma un’analisi basata sugli aspetti culturale ed educativo della pratica sportiva. È l’orientamento dell’autostima di un atleta a generare una mentalità predisposta al doping o al non rispetto delle regole. Il relatore ha descritto due tipi di percezione che possiede un ragazzo; la prima stima nasce dall’esterno mentre l’altra è personale, più è ampia la distanza tra questi due fattori più è elevato il desiderio di compensarlo ricorrendo a fattori esterni. La vittoria può essere vista come “il secondo è il primo dei perdenti” oppure come “l’importante è partecipare”. Però se non vinciamo iniziano i problemi. Decisivo quindi il ruolo degli allenatori con i loro comportamenti e gli obbiettivi fissati. Se l’attenzione è focalizzata più sul risultato e meno sulla prestazione vengono generati livelli di ansia e di frustrazione nei ragazzi. Quindi se giochi bene e vinci ti premio, se giochi male e perdi ti puniscono, questo atteggiamento può portare alla ricerca di scorciatoie per ottenere il risultato e quindi evitare la punizione. “La prestazione dipende da me, il risultato da me ma anche dagli avversari. Dare obbiettivi di prestazione toglie di mezzo l’ansia ed evita un mancato controllo della situazione.” L’autoefficacia sostiene l’impegno e lo sforzo degli atleti anche quando i successi non si raggiungono facilmente o i fallimenti minacciano pericolosamente le aspettative di riuscita. L’allenatore deve essere bravo quindi a far crescere, con l’esperienza,l’autostima. “É possibile cambiare la prestazione se io ci credo che l’atleta che ho davanti può farcela.” Il relatore ha fornito anche utili indicazioni per gli allenatori. “Esperienza diretta, persuasione verbale, osservazioni per capire come è possibile svolgere determinati gesti. I limiti, come le paure, sono spesso delle illusioni e non devo essere gli allenatori a porre dei limiti ai ragazzi. L’allenatore ha il dovere morale di far crescere i ragazzi tutti nella stessa direzione.” La Dottoressa Bellesi ha quindi illustrato il progetto “Gioco pulito, io valgo!”, un’iniziativa che intende promuovere la cultura dello sport sano senza andare a cercare qualcosa di diverso al di fuori di sé e delle regole. Al progetto hanno aderito gli Istituti scolastici Darfo 2, Breno, Liceo Golgi Breno, Tassara-Ghislandi Breno, Olivelli-Putelli Darfo e Zanardelli Pontedilegno. Gli studenti hanno prodotto degli spot e altro materiale sul tema del progetto e in questa serata sono stati presentati i tre lavori premiati da una giuria di esperti in comunicazione. Al primo posto si è classificato il filmato prodotto dall’Istituto Tassara-Ghislandi “Uno spot per la vita, la vittoria è dentro di te.” Vinciamo quando noi abbiamo messo nelle cose che facciamo la nostra testa, questo il messaggio delle opere prodotte dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Darfo 2 che hanno ottenuto il secondo premio. La Haka, danza dei Maori, è stata interpretata, e premiata dal concorso con il terzo premio, dagli alunni del Liceo Golgi di Breno. La scelta degli studenti ha messo in evidenza il messaggio di vita e passione di questa danza. I filmati realizzati saranno divulgati dall’ATS della montagna, una campagna dedicata alla promozione di una cultura sportiva dove al centro è messa la persona e stili di vita sana con l’attività sportiva come componente fondamentale. Al convegno presente anche il CSI Vallecamonica con i suoi allenatori, impegnati nella formazione, e con una presentazione dell’attività promossa sul territorio. Una collaborazione che indica l’importanza di operare in rete per costruire insieme un modello di vita migliore.