Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Noi sportivi cristianamente ispirati

Con la riunione del Consiglio nazionale del Csi, svoltosi a Salerno dal 30 settembre al 2 ottobre scorsi, abbiamo aperto una particolare ed efficace forma di dialogo con il territorio. Dai princìpi ai fatti. Dal programma alle azioni concrete. Anticipo la conclusione: è stata una bellissima esperienza.
Dirigenti di tutta Italia sono stati accolti da una terra ospitale e, in termini associativi, ben organizzata. Al di là delle tensioni e delle normali difficoltà nella dialettica democratica, attraverso la quale il Consiglio si esprime ed articola le proprie decisioni, durante i lavori di Salerno si è respirata aria di positività, di voglia e di capacità di fare per costruire il bene. Molti di noi si sono felicemente scoperti ammirati della bellezza e della capacità di “costruire il bene” da parte dei dirigenti e di tutti gli operatori ed i collaboratori del comitato salernitano.
Quando proponevo, nel programma associativo per il quadriennio che stiamo ora vivendo, il ciclo di incontri sul territorio, avevo una precisa ma teorica idea di cosa ciò significasse e di quali azioni si sarebbero dovute attivare. Mai però avrei osato sperare in un abbraccio tanto bello, sincero e affettuoso. Il modo di proporsi, in forma costruttiva, da parte dei salernitani è un esempio di ricchezza relazionale, di mettersi cioè nella disponibilità non solo a “donare” quotidianamente il proprio tempo per la vita del Csi in quelle magnifiche terre, mostrando al contempo una grande capacità di progettare il proprio futuro e di articolare le diverse forme di servizio che in quei luoghi sono necessarie per diffondere la proposta sportiva, educativa e formativa del Centro Sportivo Italiano. Così si sgretolano i muri delle differenze e delle diffidenze. Così, attraverso lo sport, si costruisce il bene comune.
Questo inizio ci incoraggia a proseguire con determinazione nel nostro impegno a visitare tutti i territori nazionali. Ci mettiamo in ascolto dei comitati per far sì che le diffuse ricchezze umane e associative diventino patrimonio comune e condiviso. Così diamo senso al nostro impegno e significato al nostro servizio di sportivi cristianamente ispirati.