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Parte il progetto "PAD nello sport in Vallecamonica"

Trasformare un “fastidioso obbligo” in un’occasione per fare prevenzione e salvare anche una sola vita umana; questo è il pensiero positivo che deve accompagnare le società sportive della Vallecamonica chiamate entro la fine di gennaio 2016 a rispettare la legge sull’uso dei defibrillatori nella pratica sportiva. A dare questa lettura della legge è stato Salvatore Compatti chiamato dalla Comunità Montana di Vallecamonica a promuovere una vasta iniziativa di formazione degli operatori abilitati all’uso del defibrillatore. Come introduzione al corso, programmato nell’ultima settimana di gennaio, è stato promosso un incontro per illustrare tutti gli aspetti legati a questo obbligo di legge da assolvere nella pratica sportiva. Salvatore Compatti, infermiere del 118 a Brescia e responsabile del progetto “PAD nello sport in Vallecamonica”, ha iniziato l’incontro ospitato nell’affollata sala vip del Centro Congressi di Boario Terme con i numeri. In Italia muoiono circa 60.000 persone all’anno di morte improvvisa, in Europa le vittima salgono a 700.000; l’obiettivo della legge sull’uso dei defibrillatori è quello di far diminuire questi numeri. Nello sport si sono verificate 992 morti per arresto cardiaco, il 35% in allenamento e il 31% durante una gara; gli sport più a rischio sono il calcio che ha registrato il 31 % delle vittime sul totale, seguito da ciclismo (26%) e podismo (14%). Le cause più frequenti di queste morti sono l’infarto, le aritmie e traumi e i soccorritori hanno dai 4 ai 6 minuti per intervenire; nei centri urbani un’ambulanza mediamente arriva sul luogo dell’infortunio dopo 8 minuti, tempo che cresce fino a 20 minuti nelle località extraurbane. La probabilità di salvare una persona dopo 9 minuti è del 16%, se si interviene subito sale al 50% e nei primi due minuti dopo l’evento si arriva fino all’80%. In queste cifre è sintetizzata la filosofia della legge sui defibrillatori che ha come obiettivo quello di aumentare la sopravvivenza diffondendo questi strumenti sul territorio e formando un numero elevato di persone capaci di usarli. Il quadro legislativo è tracciato da tre provvedimenti. Il decreto ministeriale del 18 marzo 2011 ha reso obbligatorio il defibrillatore nell’attività sportiva escludendo solo gli sport con ridotto impegno cardiovascolare, cioè gli sport che hanno una frequenza cardiaca sotto i 100 battiti al minuto (giochi da tavolo, bocce non al volo…). Il decreto attuativo del 24 aprile 2014 detta invece i tempi per l’applicazione della legge; le società professionistiche hanno dovuto mettersi in regole entro breve tempo mentre per tutti gli altri gruppi sportivi il termine è stato fissato alla fine di gennaio 2016 e, per il momento, non ci sono proroghe a questa data. L’onere di dotare l’impianto sportivo e della manutenzione del defibrillatore è a carico della società sportiva che possono associarsi oppure demandare questo onere al gestore dell’impianto con una convenzione. Questo accade in diversi paesi dove è l’Amministrazione comunale a farsi carico della manutenzione o dell’acquisto del defibrillatore. La delibera regionale del 23 gennaio 2015 ha invece regolato la modalità di presentazione dei progetti per fare in modo che tutti siano parte di una rete per il sistema di emergenza; sono stati fissati così le modalità di esecuzione e durata dei corsi, reso obbligatorio un esame finale, stabilito che la formazione deve essere fatta da Areu tramite le AAT (per noi Brescia). Negli ultimi tre anni in provincia di Brescia i corsi sono passati da 23 a 166, i progetti da 46 a 155 e le persone formate da 1210 a 4179 per un totale di operatori abilitati di circa 11.000 persone; i defibrillatori censiti in provincia di Brescia sono 272 ma, una volta approvati i progetti già presentati, si sale a 323. Il relatore ha poi illustrato i due modelli da presentare per avviare un progetto che deve essere approvato dalla AAT di Brescia. Il primo modulo (Modello 85) prevede il referente del progetto, la sede del defibrillatore, gli operatori, il responsabile della manutenzione, la descrizione della struttura sportiva e i dati del defibrillatore. Se una società sportiva è già in possesso del defibrillatore deve compilare anche il modello 92 con i dati precisi dello strumento. Il progetto “PAD nello sport in Vallecamonica” si rivolge a società sportive, comuni cittadini, amministrazioni comunali e gruppi di volontariato. Il corso avrà una parte teorica di due ore con le lezioni ospitate nel Centro Congressi di Boario Terme giovedì 28 gennaio e venerdì 29 gennaio alle ore 20 mentre la parte teorica di tre ore si svolgerà sabato 30 gennaio a partire dalle ore 8.30 in diverse strutture della Vallecamonica per soddisfare le richieste. È obbligatoria la partecipazione a tutte e due le parti del corso e alla fine si deve superare un esame per ottenere l’abilitazione. Le iscrizioni al corso avvengono on line attraverso il sito predisposto dal CSI di Vallecamonica; sarà rilasciato un voucher per accedere al corso in modo da snellire la parte organizzativa della segreteria. Il ruolo del CSI Vallecamonica è quello di fornire un supporto logistico; grazie all’intervento della Comunità Montana e dell’Associazione Comuni bresciani, coinvolti nel progetto, il costo del corso è stato ridotto a 15 euro che le società sportive pagano una volta attivato il proprio progetto. Dopo questa prima fase introduttiva si è passati alle numerose richieste di chiarimento da parte dei rappresentanti delle società sportive. Si è partiti, e non poteva essere diversamente, dalle responsabilità legate all’uso del defibrillatore. Salvatore Compatti ha voluto rassicurare che i “laici”, personale non sanitario, abilitati all’uso del defibrillatore non sono perseguibili penalmente. La possibilità che una persona formata con il corso non intervenga in caso di necessità è remota. E se il suo intervento provoca la morte dell’atleta? Siamo in uno stato di necessità, ha ribadito Compatti, stiamo facendo il possibile per salvare una persona, ma la percentuale di errore è molto bassa. E il rimorso di coscienza? Peggio sarebbe se non si è intervenuti, ha ribadito Compatti, io potevo fare qualcosa e non l’ho fatto, invece così ho cercato di salvare una vita umana. Il ruolo del responsabile di progetto. Non c’è ancora una casistica, siamo all’inizio, ma non si aggiungono altre responsabilità che, ad esempio, ha già il presidente di una società sportiva. Ci sono alcune complicazioni per determinate discipline sportive (podismo, ciclismo e sci). Anche negli allenamenti deve essere presente il defibrillatore e l’operatore abilitato, è importante che a regime si diffonda la cultura della prevenzione e quindi non sentire l’uso del defibrillatore solo come un obbligo. Se nel corso degli anni ci sono cambiamenti nel progetto? Vanno segnalati perché ad ogni progetto viene assegnato un numero che lo individua e rimane per sempre. Dove ci sono adulti e bambini è necessario avere due defibrillatori diversi? No i defibrillatori possono essere dotati di piastre per gli adulti e pediatriche oppure hanno una chiavetta che permette i due differenti usi; meglio avere piastre da adulto che possiamo usare anche con i bambini perché non si po’ fare il contrario. Manutenzione del defibrillatore. La garanzia sulla macchina va dai 5 agli 8 anni, le batterie durano 4/5 anni, le piastre vanno sostituite ogni due anni, il defibrillatore effettua un autotest giornaliero e segnala eventuali problemi, il corso di aggiornamento per gli operatori va fatto ogni due anni e dure tre ore. Si può spostare un defibrillatore da una struttura ad un’altra? È meglio di no e le richieste vanno presentate all’AAT che le valuta e deve dare l’autorizzazione; si può installare un defibrillatore all’aperto a metà strada tra due o più strutture sportive l’importante che la distanza non sia tale da impedire un intervento immediato (più volte è stato citata la misura dei 100 metri). Abilitazioni. L’attestato per l’abilitazione ricevuto alla fine del corso è valido per l’uso di tutti i defibrillatori in tutto il territorio italiano. Naturalmente le società sportive si rapportano con federazioni o enti di promozione sportiva che regolano l’utilizzo del defibrillatore. Diverse quindi le domande rivolte al CSI Vallecamonica sulle conseguenze dell’introduzione del defibrillatore nell’attività sportiva promossa dal Comitato. A queste domande ha risposto Tomaso Bottichio ricordando che a livello nazionale il CSI ha predisposto un regolamento dove si prevede la possibilità, da parte della società ospite, di chiedere all’arbitro di verificare nella struttura sportiva la presenza del defibrillatore e dell’operatore abilitato. In caso di mancanza di uno dei due elementi, o di entrambi, l’incontro non si disputa e la commissione tecnica darà partita persa alla squadra di casa. L’incontro si è concluso con l’invito a predisporre nel più breve tempo possibile il proprio progetto e ad iscrivere i volontari al corso utilizzando il CSI Vallecamonica per avere gli opportuni chiarimenti. L’appuntamento per il corso vero e proprio è fissato per giovedì 28 gennaio alle ore 20 nel Centro Congressi di Boario Terme.