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Pellegrini sulle tracce di sport

Anno di celebrazioni per il CSI; a livello nazionale si festeggia il 75° anniversario di fondazione, in Vallecamonica il Comitato celebra 40 anni di autonomia dal CSI Brescia. Tra le numerose iniziative messe in cantiere per il 75° anniversario il Presidente Nazionale Vittorio Bosio ha invitato i comitati provinciali a promuovere un pellegrinaggio verso santuari mariani situati nei territori. Con un assistente ecclesiastico come don Battista Dassa va a nozze il CSI Vallecamonica su questa proposta. Tre anni fa infatti è nata l’idea di percorrere a piedi tutta la Vallecamonica per portare sul territorio la testimonianza del CSI, non solo come promotore di attività sportiva. Quattro le tappe previste; partendo dall’oratorio di Pisogne il primo pellegrinaggio degli sportivi è approdato a Plemo, dove ha sede il CSI camuno. Lo scorso anno da Plemo è stata percorsa la media Valle arrivando all’Oratorio di Capo di ponte con una dedica speciale lungo il cammino a don Aldo e don Mario, due assistenti del CSI e educatori sportivi che ci hanno lasciato. Nell’anno del quarantesimo il pellegrinaggio dello sportivo si dirige verso l’Alta Vallecamonica. Una settantina di pellegrini sportivi ha affrontato i 25 chilometri del suggestivo tracciato da Capo di ponte a Sonico. Un pellegrinaggio del tutto particolare con alcuni giochi polisportivi predisposti nelle quattro tappe che hanno cadenzato il cammino e le consuete e profonde riflessioni di don Battista, anima dei pellegrinaggi a piedi della Vallecamonica (e non solo) patrocinati dal CSI. “Tracce di sport e tracce di vita” il tema scelto quest’anno per la camminata che attraverso il sentiero delle incisioni rupestri ha portato alla prima tappa nell’Oratorio di Sellero. Rapida discesa verso Cedegolo e appuntamento al campo sportivo di Demo dove il Gruppo Sportivo dell’Oratorio ha accolto il pellegrini offrendo il pranzo. Le bandiere arancio blu unite a quelle della pace che accompagnano da sempre le iniziative del CSI camino hanno risalito la Valle percorrendo la ciclovia del fiume dell’Oglio. Scorci di paesaggi di rara bellezza hanno accompagnato la terza tappa del pellegrinaggio che è approdato a Malonno per unirsi alla festa conclusiva dei volontari del Piedibus del comune di Malonno. Stili di vita sani, ambiente, territorio, fede, amicizia e gioco si sono trovati insieme nell’impianto sportivo comunale dove bambini e adulti hanno fatto festa insieme ai pellegrini del CSI. Dopo una preghiera l’ultimo tratto del cammino seguendo sempre la ciclovia ora immersa nel bosco. Nel tardo pomeriggio il corteo colorato del CSI camuno ha raggiunto il Santuario della Madonna della Pradella che dal 1299 risulta tra i beni posseduti dal vescovo di Brescia ed è luogo di pellegrinaggio da secoli. L’origine del Santuario, secondo la tradizione, sarebbe da far risalire all’apparizione della Vergine nel 1100 a Lorenzo, capitano dei crociati camuni in Terrasanta, e a sua moglie Domenica di Mù, soprannominata Prebella per la sua bellezza. Sfuggita mediante matrimonio clandestino al “diritto della prima notte” del tiranno di Sonico, ebbe il marito torturato; riuscì a liberarlo ma stavano per essere ricatturati; pregata con devozione apparve loro la Madonna che fece travolgere da una frana la roccaforte del tiranno. La Vergine diede alla sposa la possibilità di far maturare in agosto le pere, al sol tocco dell’anello nuziale. Gli abitanti di Sonico nel XVII° secolo trassero dall’antico pero la statua della Madonna col Bambino Gesù che tiene tra le mani una pera. Il 23 agosto 1580 sostò qui a pregare san Carlo Borromeo e ordinò la costruzione del campanile che terminò nel 1603. Della campana posta sul campanile, recante la data 1421, la più antica dell’ intera provincia di Brescia e che la tradizione tramanda che sia stata fusa con gli argenti offerti da Omobono Federici. La riflessione finale di don Battista e il rinfresco offerto dall’Oratorio di Sonico hanno concluso il pellegrinaggio degli sportivo dedicato quest’anno anche ai 75 anni del CSI. Arrivederci all’anno prossimo con l’ultimo tratto del cammino, si sale verso Ponte di Legno.