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Pioggia di diffide per gli allenatori per mancata formazione

La settimana scorsa parecchie persone si saranno chieste cosa fosse successo sui campi di calcio e nelle palestre dove si sono svolti gli incontri dei campionati del CSI camuno; una sfilza di allenatori diffidati ha riempito il comunicato disciplinare. Sono tutti impazziti, anche chi ha vinto gli incontri, e con le loro proteste sono finiti sui referti degli arbitri? Niente di tutto questo, dal punto di vista della disciplina tutto (o quasi) è filato liscio. Ma allora perché un gruppone di allenatori è stato richiamato dal Csi che gli ha affibbiato un cartellino giallo minacciando altri provvedimenti con il proseguo dei tornei? Si tratta semplicemente della qualifica di allenatore indispensabile, secondo regolamento, per assumere questo ruolo. Da anni il CSI si batte per uno sport di qualità che passa anche attraverso la formazione di dirigenti ed allenatori; con questo obbiettivo nel corso dell’anno vengono organizzati corsi di formazione tenuti da istruttori di settori giovanili di grande livello come quello dell’Atalanta, dell’Inter o della Foppa Pedretti. I nostri allenatori fino a qualche anno fa erano restii ad iscriversi a questi corsi poi la voglia di dare risposte competenti ai propri ragazzi li ha spinti ad interessarsi di più alle iniziative di formazione. Dopo qualche stagione di “tolleranza” adesso il CSI di Vallecamonica ha imposto il rispetto della norma prevista dal regolamento ed in panchina gli allenatori devono essere qualificati, cioè avere il “patentino” di allenatore. Nell’attività giovanile si è andati oltre premiando le squadre con in panchina un allenatore qualificato dal CSI con un ulteriore mezzo punto per ogni incontro. Per questo motivo quindi sono partiti i controlli a tappeto e hanno comunicato a fioccare le diffide. Cosa devono fare le società sportive per mettersi in regola? Naturalmente formare i propri allenatori iscrivendoli ai corsi; la parte autunnale della formazione riservata ai mister si sta esaurendo, manca infatti solamente l’incontro di martedì 10 novembre alle ore 20.45 a Breno presso la sala “Mazzoli” della Comunità Montana  dedicato alla gestione dei conflitti dentro e fuori dal campo tenuto da Chiara Godina. Ma in primavera si riparte e basta iscriversi al corso per essere considerato “in formazione”, sedersi quindi regolarmente in panchina e ottenere il patentino accumulando un determinato monte ore di formazione. Chi non segue questo percorso può comunque accomodarsi in panca ma nel ruolo di dirigente accompagnatore e quindi non può effettuare i cambi e chiamare i time out, compito riservato al capitano della squadra. Se una squadra, dopo la diffida, prosegue a mandare in panchina un allenatore senza qualifica sarà multata con dieci euro di ammenda per ogni incontro disputato con le persone in panchina “irregolari”.