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Ridicoli e mafiosi

Difficile rispettare le regole, ancora più complicato farle rispettare.
Quando lo fai devi mettere in conto che qualcuno è scontento e lo dimostra con affermazioni poco simpatiche.
Così il CSI Vallecamonica per aver fatto rispettare una regola si è preso del “ridicolo e mafioso”.
Sono persone che non ammettono il loro errore e, soprattutto, non conoscono il Csi e il significato delle parole.
In alcune occasioni la nostra associazione sui limiti è stata flessibile, ha cercato di venire incontro alle società sportive per trovare una soluzione condivisa.
Questa volta non l’ha fatto, ma ci sono dei perché.
La piccola fiammella del dialogo si è spenta quando, con arroganza, ci siamo sentiti dire “Non abbiamo tempo da perdere per certe cose” in riferimento al controllo dei dati che la squadra poteva e doveva fare.
Ci è sembrata un’offesa alle decine di volontari impegnati nel far funzionare l’attività del CSI Vallecamonica.
Persone che sottraggono ore alla famiglia o al proprio tempo libero per permettere agli altri di praticare lo sport preferito.
Un piccolo esempio per capirci. C’è un componente di commissione che ricoverato in ospedale per un intervento (a proposito grazie e auguri per una pronta guarigione) per passare il tempo si dedica alla programmazione dei campionati.
Sono persone che non reclamano riconoscimenti o medaglie, lo fanno con passione perché credono nella proposta sportiva della nostra associazione.
Persone preziose e più importanti del Presidente.
Organizzare, in meno di una settimana, in contemporanea sette campionati con 123 squadre non è come giocare alla play station o al Fantacalcio.
È qualcosa di più complicato. Nel rispetto di chi ha lavorato in questi giorni con impegno abbiamo detto di no.
E quindi siamo diventati “ridicoli e mafiosi”.
Non siamo perfetti e di questo ne siamo coscienti. Abbiamo commesso errori, ne commettiamo e ne commetteremo. Abbiamo però la modestia di riconoscerli e, nel limite del possibile, cerchiamo di trovare soluzioni soddisfacenti per tutti.
Siamo anche sempre disponibili al confronto e al dialogo però nei modi e nelle sedi opportune.
Non ci entusiasmano quindi i dibattiti virtuali magari celato dietro nomi di fantasia, preferiamo il confronto diretto con persone vere.
Indosso per un momento la coppola del mafioso. Ricordo ai tesserati che esprimere sul web giudizi lesivi sull’associazione o su altri tesserati è elemento di prova per eventuali provvedimenti disciplinari del giudice sportivo o del consiglio di comitato. Non vuole essere una censura preventiva ma un richiamo al rispetto delle persone soprattutto quando vengono utilizzati termini o giudizi offensivi.
Le porte del CSI a Plemo sono sempre aperte al dialogo.
Detto questo auguro a tutti un buona stagione sportiva nel rispetto delle regole.