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Un mondo di invisibili che ha il diritto di essere visibile

Ho usato l’esempio della formazione di calcio dei Camunici nel corso allenatori per sottolineare quanto il modo di praticare l’attività sportiva da parte dei ragazzi disabili può essere da insegnamento ai mister ma, soprattutto, ai nostri atleti di qualsiasi età. Un esempio che vale molto più di una lezione tenuta da esperti. La conferma l’ho avuta partecipando all’incontro organizzato dalle suore Dorotee di Cemmo in occasione del ritiro della nazionale femminile sorde di pallavolo. Incontro preceduto dal film documentario “Il rumore della vittoria” realizzato dalla capitana della nazionale di volley Ilaria Galbusera insieme a Antonino Guzzardi. É il racconto dell’esperienza sportiva di alcuni ragazzi e ragazze sorde. “Siamo invisibili” ha affermato ad un certo punto dell’intervista uno dei protagonisti. Un pugno nello stomaco questa frase che mi ha colpito e nello stesso tempo emozionato. Nel corso dell’intervista, che ha seguito la proiezione, la stessa Ilaria Galbusera ha tenuto a precisare che la situazione in questi anni è migliorata. Ma resta pesante come un macigno quella parola “invisibile”. Essere invisibili nella società è già un bel problema, nello sport ancora di più. Prima dell’incontro non sapevo ad esempio che gli atleti e le atlete sorde non partecipano alle Paralimpiadi ma ad un evento speciale riservato a loro i Deaflympics Games che hanno la stessa cadenza delle Olimpiadi. Mi sembrava di essere aggiornato sull’attività sportiva svolta dagli atleti disabili ma questo settore mi era del tutto sconosciuto. “Invisibili” perché di loro non si parla, non si vedono immagini, non si conoscono. Ma invisibili anche perché ignoriamo le loro necessità. Mi sono chiesto cosa può fare il CSI per far conoscere questo mondo sportivo sommerso che ha uno straordinario valore educativo. Fondamentale è portare l’esempio concreto di atleti e atlete che praticano queste discipline sportive. Incontri con le scuole e le società sportive sono importanti. Come lo è il confronto sportivo diretto con i normodotati, quello che il CSI Vallecamonica ha fatto inserendo la squadra di calcio della Polisportiva Disabili Valcamonica nel campionato femminile. Sabato 11 maggio nello stadio comunale di Darfo è in programma il meeting di atletica leggera organizzato dalla Polisportiva Disabili. Consiglio di fare un salto nell’impianto sportivo darfense per vedere l’impegno di questi ragazzi. Come, giustamente, è stato sottolineato non andiamo però a vedere questi atleti come dei “fenomeni”, sono persone normalissime che fanno attività sportiva come tanti di noi. E insieme a noi dovrebbero poter svolgere l’attività sportiva. Questa è la vera integrazione.