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Verso il nuovo Statuto per una pagina storica dell’Associazione

Lo Statuto del Centro Sportivo Italiano è uno strumento di condivisione e di appartenenza che merita rispetto e considerazione. È stato scritto la prima volta più di 70 anni fa e nel tempo ha dimostrato la sua forza e la sua capacità nell’aiutare l’Associazione a radicarsi sul territorio svolgendo un compito sempre più articolato e difficile ma sempre più nobile ed entusiasmante: educare, formare, servire il Paese attraverso la pratica sportiva.
Però il rispetto per questa “summa” di regole fondamentali che, compongono la “Magna Charta” ha permesso di lavorare insieme in tutti questi anni ci impone oggi una riflessione profonda e seria, senza nascondere le difficoltà ma affrontandole a viso aperto. La società è cambiata in profondità nelle sue cellule fondamentali. Sono cambiate le famiglie, sono cambiate le persone, sono cambiate le istituzioni; è cambiata l’economia. Il Centro Sportivo Italiano, tenendo fede alla premessa statutaria – quella di offrire ai giovani la possibilità di vivere l’attività sportiva in una visione cristiana dell’uomo – ha saputo aggiornarsi per quanto necessario ma da una decina di anni ormai è iniziata anche una riflessione sulla necessità di un adeguamento della norma base. Lo Statuto appunto. Questi dieci anni non sono passati invano. Ci sono stati approcci diversi al problema, fatti sempre con le migliori intenzioni, e a volte abbiamo avuto la sensazione di essere vicini al traguardo, salvo dover accettare, per cause di forza maggiore, di rinviare a tempi migliori la definitiva approvazione di una nuova più moderna e agile strutturazione.
Con senso di responsabilità ho indicato la riforma dello Statuto nei punti programmatici che hanno costituito la base progettuale della mia candidatura due anni fa alla guida dell’Associazione. Ho quindi preso un impegno di fronte al Csi tutto; impegno al quale non posso venir meno. Per elaborare il miglior testo possibile (la perfezione non è di questo mondo) è stata costituita una Commissione specifica che ha fatto davvero un lavoro esemplare. Poi sono iniziati gli incontri sul territorio, dei diversi livelli istituzionali. Non posso dire al momento quale sia l’esito della consultazione, ma voglio sottolineare che tantissima gente ha capito e ha contribuito al miglioramento della proposta. Al contempo non posso nascondermi che ho potuto leggere o ascoltare di persona richieste che non sono dettate dalla ricerca del bene associativo. Questo non deve, nella nostra realtà, avere il sopravvento. Ognuno di noi deve mettere, sempre, al primo posto, il futuro del Csi e la sua operatività al servizio di una Nazione che oggi più che mai ha bisogno della nostra Associazione. Da parte delle istituzioni, a cominciare dal Parlamento e dal Governo, è stata avviata con forza una riforma del Terzo Settore che ci riguarda e che ora sembra aver rallentato la sua spinta propulsiva, proprio a causa del cambio di indirizzo politico in Italia.
Ma questo non ha rilevanza ai nostri occhi.
Conta molto di più il fatto che lo Stato ha ritenuto necessario metter mano e modificare tutta la normativa attinente il mondo del Terzo settore e quindi del volontariato nelle sue varie espressioni. Sono perciò fiducioso che il 9 giugno prossimo (continuando il 10 se sarà necessario) sapremo riunirci a Roma per mettere insieme sensibilità, idee, proposte costruttive per l’approvazione delle nuove norme dello Statuto. Saremo veramente chiamati a scrivere una nuova pagina di storia dell’Associazione; una pagina che mi auguro luminosa e nel segno della condivisione leale e sincera.