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Verso le assemblee con pieno spirito di servizio associativo

Nell’attuale situazione di generale incertezza dobbiamo dare alcune indicazioni operative, concrete e precise ai dirigenti del Csi impegnati sul territorio nazionale.
Fra tutti i problemi che possono scoraggiare l’attività dei presidenti di società sportiva la più fastidiosa ed irritante credo sia appunto la mancanza di chiarezza delle norme di riferimento.
Così, preso atto che il Codice del Terzo settore, pur avendo fatto un ulteriore passo avanti con il recente accordo nella Conferenza Stato–Regioni, non è ancora vicino all’approvazione completa di tutti i Decreti attuativi, il recente Consiglio nazionale Csi ha deliberato di fermare l’iter intrapreso per entrare nel Terzo settore e di dar mandato ai Comitati di adottare l’ultima versione dello Statuto nazionale recentemente approvato, che così diviene il testo di riferimento da adottare sul territorio nazionale. Una decisione presa per riprendere al meglio tutta l’attività, con regole certe ed operative, e così svolgere nei mesi prossimi le Assemblee elettive ai diversi livelli per arrivare all’Assemblea nazionale elettiva prevista nel marzo 2021. Possiamo dunque programmare le Assemblee dei Comitati provinciali e, a seguire, regionali e infine quella Nazionale. Devo ammettere che non è stato facile rinunciare al sogno di riuscire a concludere l’iter per poter entrare, come Associazione, nel Terzo settore, ma la situazione è ancora troppo incerta. Non che manchino nubi sul cielo dello sport, visto che ogni giorno vi sono novità sulle intenzioni del Governo di portare a termine in tempi brevi la legge di riforma. Anche qui le perplessità sono molte e serie. Su queste pagine peraltro non ho mai fatto mistero delle diverse prese di posizione del Csi a tutela dello sport di base, sociale, attento a chi non ha caratteristiche da campione; poiché nella proposta di legge appare come un mondo destinato ad essere penalizzato. Saremo sempre vigili e pronti a difendere le ragioni dell’esistenza degli Enti di promozione sportiva come il Csi e quegli altri, che stanno offrendo, da decenni, servizi fondamentali alla comunità italiana. Incomprensibile perché debbano essere bistrattati. In un quadro così indeterminato è stato quindi un atto di responsabilità quello adottato dal Consiglio Nazionale, che ha deciso di procedere con il rinnovo della struttura associativa utilizzando lo Statuto già approvato a livello nazionale e che ora andrà adottato tempestivamente anche agli altri livelli per procedere alle diverse Assemblee.
Siamo chiamati a dimostrare il senso di servizio verso l’Associazione.
Proviamo a seguire le parole di Papa Francesco, riferite al chiacchiericcio da evitare in cambio di fatti concreti. C’è bisogno oggi più che mai di gente sincera e capace di fare scelte di servizio. Non «cosa posso avere dal Csi?», ma «cosa posso fare per il Csi?». Frasi fatte? Assolutamente no, perché andiamo dritti alla rovina se non prendiamo la strada del ritorno ad un vero spirito di servizio, e se il senso dell’impegno è solo sui possibili bonus di vantaggio e non sulla bellezza di un servizio che consegua ideali Molti leggeranno queste parole come di un nostalgico sognatore. Non mi sottraggo a questa immagine, perché sognare un mondo migliore è certo meglio che lasciarsi andare al pessimismo. Ma credo, forte della mia lunga esperienza associativa che, anche nel Csi, se un buon numero di persone dotate di buona volontà si mette in gioco, anche i sogni più belli ed elevati sono realizzabili. È sempre successo. Succederà ancora.

Vittorio Bosio - Presidente Nazionale CSI