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Sconfitte vittoriose

Non perdeva una partita dal dicembre 2019; 76 incontri vinti consecutivamente, la più lunga striscia d’imbattibilità nella storia della pallavolo mondiale. L’Imoco Conegliano ha perso al tie break contro il Bisonte Firenze nel campionato di Serie A femminile. La squadra veneta in questi due anni ha vinto tutto: un campionato, due coppe nazionali e una Champions League (e qualche giorno prima dell’ultima sconfitta aveva vinto il Mondiale per club in Cina). Una curiosità l’Imoco è ancora una società dilettantistica senza scopo di lucro, come il resto dei club di pallavolo italiani, come tante società del CSI. Una sconfitta che richiama le parole di Papa Francesco. “Per chi è abituato a vincere la tentazione di sentirsi invincibili è forte: la vittoria, a volte, può rendere arroganti e conduce a pensarci arrivati. La sconfitta, invece, favorisce la meditazione: ci si chiede il perché della sconfitta, si fa un esame di coscienza, si analizza il lavoro fatto. Ecco perché da certe sconfitte nascono bellissime vittorie: perché, individuato lo sbaglio si accende la sete del riscatto”. Questo succede a pochi giorni dalle finali di Coppa Campioni di pallavolo femminile, speriamo che posa servire alla formazione veneta per riprendere la striscia positiva interrotta. “Chi vince non sa cosa si perde”, un’altra frase del Papa che riassume quanto sia importante perdere, se la sconfitta viene valorizzata nel modo giusto. E non sia addebitata agli altri: arbitro, avversari sleali, la sfortuna, il campo e il meteo. Una squadra che milita da più di quindici anni nel nostro campionato di calcio ha iniziato una ricerca particolare; sfogliando i comunicati del CSI intende ripercorrere la propria storia e festeggiare un evento. Un evento particolare, il millecinquecentesimo col subito. Sì perché loro non sono una squadra di “primo piano”, quando una stagione va bene ottengono una manciata di successi e nelle statistiche i gol subiti doppiano quelli realizzati. Ma lo spirito dell’inizio non è mai cambiato nel tempo nonostante le sconfitte. Società sportiva inclusiva dove tutti trovano spazio e alla fine non manca mai una stretta di mano agli avversari. E i tifosi, sempre presenti, trovano ogni volta qualcosa per essere soddisfatti. Perdiamo nove a due, sì però il secondo tempo è finito solo tre a due. Abbiamo perso? Però almeno un gol l’abbiamo fatto. Conta giocare, divertirsi, ritrovarsi insieme, provare nuove discipline sportive. Altro esempio in linea con le parole del Papa è quello di un allenatore di una nostra squadra giovanile che, durante la partita, all’accenno di protesta di un suo giocatore invita al rispetto dell’arbitro. A fine partita poi, sconfitto, non recrimina sugli episodi e sulla sfortuna ma pensa a come migliorare le prestazioni della propria squadra. “Ho già in mente dove intervenire”. Queste sconfitte “vittoriose” siano sempre più contagiose.